Vivere il proprio spazio, senza che lo spazio ci definisca

Calcolo del valore catastale dell'immobile

Scritto da Carlo Cazzaniga • Giovedì, 1 luglio 2010 • Categoria: Norme & fisco



Imbattersi con questo indice, il più delle volte mette a disagio.
Preferiamo abitualmente, affidarci ad un professionista ponendo in lui tutta la nostra fiducia, piuttosto che cimentarci per nostro conto.
Se vogliamo però sincerarci su quanto commissionato, ecco qualche indicazione per meglio capire la procedura di calcolo da eseguire.


Il valore catastale di un immobile si determina moltiplicando la rendita catastale rivalutata per un moltiplicatore.


Per tutti gli immobili che appartengono ai gruppi A C D ed E, la rendita catastale va rivalutata del 5%.
Gli immobili che appartengono invece al gruppo B, sono rivalutati del 40%, come indicato nel Decreto legge 3 ottobre 2006 che ha fissato la nuova misura del moltiplicatore per il gruppo in oggetto.

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I valori ottenuti devono essere moltiplicati per i seguenti fattori:

- 110 per la prima casa;
- 120 per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A, B, C (escluse le categorie A/10 e C/1);
- 168 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
- 60 per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;
- 40,8 per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.


Tramite una sola operazione è dunque possibile calcolare il valore catastale di un immobile, conoscendo la rendita catastale e la categoria, mediante moltiplicazione della rendita catastale non rivalutata, o del reddito dominicale non rivalutato, con tali coefficienti.


Se non si è in possesso dei dati relativi alla rendita e alla categoria, è possibile recuperarli sull'atto di acquisto o richiederli facendo una visura catastale presso l'ufficio del territorio o catasto.

Il valore ottenuto serve come base imponibile sulla quale calcolare le imposte negli atti non soggetti ad IVA e limitatamente agli immobili, appartenenti al gruppo A con esclusione della categoria A/10 (negozi-uffici).

L’aumento dei moltiplicatori, già in vigore dall’agosto 2004, non ha nessun effetto, invece, sull'Ici, la cui base imponibile è sempre pari alla rendita catastale, maggiorata del 5%, moltiplicata 100.

Seppur le imposte vengano calcolate sul valore catastale, la nuova legge impone l'obbligo di indicare nell'atto di compravendita il prezzo realmente pagato.

Via: padronidicasa.it

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