Vivere il proprio spazio, senza che lo spazio ci definisca

Specchi poliedrici

Scritto da Carlo Cazzaniga • Giovedì, 24 settembre 2009 • Categoria: Bagno



Spesso circoscritti nel loro ruolo, gli oggetti si ripropongono sempre con le medesime funzioni, cambiando esclusivamente foggia e colore.

Quando invece le esperienze in campi diversi, e le intuizioni provenienti da altri settori si incontrano, scaturiscono dei risultati divertenti.

La rete in questo, si dimostra come sempre un contenitore a 360°, nel quale confluiscono idee e proposte a noi sconosciute.

Ecco cosa ci viene restituito in relazione agli specchi, nuovi usi e fogge insolite, per riflettere oltre che la nostra immagine, anche un pò del nostro modo di essere.

Sono semplicemente delle idee inusuali, che poniamo più che come suggerimenti, come stimoli ispirativi per poter sollecitare la vostra fantasia.
Allo stesso modo, se doveste trovare più consono incorniciare il vostro specchio in un pneumatico da corsa, piuttosto che in un oblò di una lavatrice, avremmo comunque raggiunto il nostro scopo.
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Iniziamo con magic mirror, uno specchio che rimanda dei messaggi casuali sulla sua argentatura, grazie ad un sistema a led.
I messaggi scorrono e sono sempre diversi.
Potete impostare delle frasi di benvenuto, e vederle scorrere mentre vi state sistemando il volto.

Direttamente sul link, l'immagine ingrandita darà maggiore consistenza a queste brevi descrizioni.


Creato da Collin O'Dowd, ecco uno specchietto ispirato alle noto taglio Polaroid.

Polaroid-mirror
, uno specchietto quasi da borsetta o da porre in posizione inclinata su di un ripiano.
Le sue ridotte dimensioni lo rendono duttile ed adattabile in diverse circostanze, pronto a ritrarre nella sua rifrazione immagini sempre diverse.


Flect-mirror, è invece una soluzione che deforma l'immagine.
Una sottile quanto resistente pellicola specchiante, si adatterà alle vostre pressioni rendendo grottesco il vostro riflesso.

Flect mirror, prevede non solo la presenza di una forte ironia da parte vostra, ma anche dell'esistenza di un'ulteriore condizione specchiante, per evidare di recarsi in ufficio con una barba rasata male.


Frame bookcase mirror, si presenta come una cornice, e la sua collocazione ideale, è quella di un'apposita nicchia.
Si presenta con una foggia ed un sistema che, seppur perfezionato ricorda il movimento dei serramenti Nako che solitamente fungevano come presa d'aria per le volte di edifici industriali.
Firmato Philippe Stark, si propone con lamelle pivoettanti che raggiungono la complanarità in posizione di chiusura.

Fastidiosa all'occhio, a nostro modesto avviso, la molteplice interruzione delle fughe nella funzione primaria.
Pratica invece, per nascondere un vano a scomparsa.

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