Quei citofoni senza cognome
Scritto da Carlo Cazzaniga • Lunedì, 3 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Life-style 
Imponiamo l'anonimato sui citofoni, e poi mettiamo la nostra vita in piazza su facebook.
Paradossi e contraddizioni della società contemporanea.
Che le targhette adesive siano antiestetiche per certi citofoni, siamo tra i primi a sottoscriverlo, ma sentirci rispondere da un amministratore che mettere il proprio cognome sul citofono sia un pò demodè, antiquato e velatamente cafone, ci pare esagerato, soprattutto se il suo obbiettivo principale, e di evitare un intervento sul quadro esterno.
Pare che oggi sul citofono, si debba scrivere invece, le iniziali del proprio cognome, oppure il numero di interno (per esempio: 12) o tutto al più un nome di fantasia (quale Gelsomino, Lilla etc.) che dovrà essere saputo solo dai propri conoscenti.
Le iniziali? Possono andare, e con una dose media di intuito chi vi cerca può espugnare il portone.
Troppo ermetica ed incomprensibile la scelta del piano o dell'interno, e vi prego gelsomini, lillà, orchidee o rose lasciamole al loro posto, si rischierebbe spesso di identificarsi con professioniste equivoche.
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Febbraio è il mese adatto per vangare le aiuole, prima della semina.
Chi non ha mai pensato una volta nella vita “mollo tutto e vado via”?
che con la loro presenza, con la loro storia continuano a raccontarci quella storia. 
Le boccette di profumo, sono tra gli articoli più variopinti e fantasiosi che possano esserci sul mercato. 



