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Barbecue, salute e incolumità nel fare la grigliata

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Barbecue, salute e incolumità nel fare la grigliata

La carne cotta alla griglia può essere dannosa per la salute, ma si può ridurre questo rischio seguendo alcuni semplici accorgimenti per una buona convivenza e rispetto delle norme.

Come fare il barbecue correttamente

Buone le costolette cotte alla brace, quando soprattutto in primavera ed estate fai le tue gite fuori porta e accendi il Barbecue diffondendo il profumo della carne alla brace ovunque nelle vicinanze. In queste occasioni nessuno eleva lagnanze per questa pratica, dal momento che si è all’aria aperta, in luoghi pubblici per cui hai sempre la possibilità, se proprio non tolleri  il fumo e l’odore di cucina, di allontanarti, cambiare zona. A norma di legge, infatti, non si può impedire questa pratica se non a fronte di divieti specifici come quelli che vietano espressamente l’accensione di fuochi per motivi di sicurezza al di fuori di eventuali zone appositamente attrezzate.

Il problema cambia aspetto quando il Barbecue è fatto in un’area urbana o comunque abitata oltre che da chi ha deciso di consumare carne alla griglia, anche da abitazioni confinanti. Peggio ancora se qualcuno decide di accendere le braci sul proprio terrazzo, invadendo di fumo ed odori i piani soprastanti o diffondendo lo stesso nell’area abitata condominiale. Semmai in questi casi si può parlare di cattiva educazione, senza sfociare nella violazione di legge se non esistono regolamenti specifici.

Si può impedire il Barbecue?

Dobbiamo suddividere il tema in diversi capitoli per dare risposta a questo interrogativo. Partiamo dal caso di due abitazioni contigue in cui uno dei proprietari decide di accendere sul praticello antistante la sua casa il contestato Barbecue; in questo caso facilmente il fumo e gli odori si propagano all’abitazione vicina, magari costringendo a tenere chiuse le finestre per non riempire di fumo la casa e anche limitando la libertà delle persone che vi abitano di godere appieno della proprietà. La Legge tutela queste persone e come? Il Codice Civile stabilisce all’art. 890 l’obbligo di rispetto di regolamenti relativi alle propagazioni di fumi da camini e forni o, in mancanza, delle norme di tutela della sicurezza e salubrità ma questa norma si riferisce ad installazioni fisse mentre in Barbecue, come noto, è mobile, trasportabile ovunque.

A ciò consegue che occorre riferirsi non al disposto dell’articolo citato ma al concetto di soglia di normale tollerabilità. Nessuno, infatti ha libertà di mettere in atto comportamenti che superano detta soglia, come ad esempio, schiamazzi, inquinamento acustico ed altro, tra cui, nel caso, anche la propagazione di fumi e odori insopportabili, costringendo il confinante a subire tali comportamenti. Per tutelare i propri interessi le persone che si ritengono lese possono agire verso l’autorità giudiziaria che a questo punto assume il compito di valutare se realmente possono ritenersi superate le soglie di normale tollerabilità e procedere a vietare il perpetrarsi di tali comportamenti, sempre, però, in riferimento alla condizione dei luoghi in cui questo si realizza. A fronte di quanto sopra, quindi, difficilmente potrà ritenersi superata la soglia di tollerabilità se il Barbecue viene acceso all’aperto, in campagna, lontano dalle abitazioni mentre può essere valutata la situazione relative ai fumi che invadono la casa adiacente.

Grigliata sul balcone, le cose da sapere

Nel caso di un Barbecue acceso sul balcone di casa, in un condominio, si può comprendere come i fumi possano più facilmente risultare intollerabili, causando anche danni alla biancheria stesa, nel caso; In questi casi il regolamento di condominio può prevedere il divieto espresso di tali comportamenti, quindi basta rivolgersi all’Amministratore per porre fine a ciò oppure, in caso di inefficacia dell’intervento, rivolgersi all’autorità giudiziaria per far rispettare il regolamento stesso. Qualora il Regolamento non preveda divieti in questo senso, si può richiedere la convocazione urgente dell’Assemblea per l’adozione dei provvedimenti adeguati. E’ sempre possibile, comunque, il ricorso all’Autorità Giudiziaria per il rispetto della soglie di normale tollerabilità, vietando questi comportamenti irrispettosi delle norme di buon vicinato.

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