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Come aprire un affittacamere

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Come aprire un affittacamere

Tutti i segreti dell’attività di affittacamere, dagli obblighi fiscali e di legge, alla documentazione e tutti i benefici per l’immobile: come affittare delle camere?

Come affittare camere in regola

Se hai la fortuna di possedere un immobile in qualche località che possa avere un interesse di carattere turistico, è probabile che tu la possa utilizzare saltuariamente, nei periodi delle tue vacanze oppure che la tieni semplicemente come investimento immobiliare ma tenerla vuota, sfitta, significa buttare i soldi e lasciare che il tuo immobile si deteriori. E’ noto a tutti che un immobile abbandonato a se stesso si rovini e perda, di conseguenza, valore. Lasciarlo vuoto ed abbandonato significa una perdita doppia: perdi in valore nel tempo e perdi i soldi che potresti guadagnare nel tempo con l’affitto che ti garantirebbe, comunque una presenza con una manutenzione dell’immobile stesso mantenendolo in buone condizioni con il mantenimento del valore. Purtroppo, però, trovare dei bravi inquilini che tengano davvero bene la tua casa non è così facile e poi mandare via gli inquilini nel momento in cui ti serve la casa è sempre una grana, soprattutto se si tratta di una famiglia con bambini che, giustamente godono di maggiori tutele o almeno così dovrebbe essere.

Se hai una casa vuota singola o in condominio, nel senso di non abitata oppure se hai una casa troppo grande, dopo che i figli hanno scelto la loro strada che li a portati lontani dal nido, lasciando delle camere vuote, puoi pensare di affittare in via temporanea questi spazi, magari anche solo nei periodi di vacanza, un’attività di affittacamere. In questi ultimi anni si è sviluppato parecchio questo mercato, anche grazie a diverse piattaforme sul web che provvedono a rendere disponibili Online le camere messe a disposizione dei privati. Il guadagno per il proprietario è un po’ ridotto per via delle commissioni dovute a tali piattaforme ma la possibilità di riuscire ad affittare l’appartamento o le singole camere si amplia notevolmente quasi garantendoti un guadagno pressoché costante almeno nei periodi di richiesta turistica. Anche gli immobili nelle grandi città possono essere interessanti come locazione a favore di studenti, soprattutto universitari, che hanno il pregio di avere spesso alle spalle i genitori che garantiscono il pagamento dell’affitto e comunque si ha la sicurezza dell’occupazione della camera per tutto il periodo dell’anno accademico con la possibilità di rientrarne in pieno possesso al termine dell’anno.

Quando c’è obbligo Partita IVA

Le normative, a dire il vero, sono molto diverse tra le diverse Regioni italiane, per cui fornire indicazioni precise ed attendibili non ci è possibile. Di norma l’attività di affittacamere non prevede l’obbligo di apertura di Partita IVA in caso di affitti temporanei di natura saltuaria. Alcune Regioni ritengono che tale carattere di saltuarietà sia collegata al fatto di affittare camere negli stessi immobili occupati come residenza abituale del locatore, altre non pongono questo limite ma considerano alcuni parametri come la pulizia quotidiana, il cambio quotidiano della biancheria, l presenza di una persona addetta al ricevimento delle persone come indicatori della locazione non occasionale che prevede l’applicazione delle norme di legge e fiscali relative all’attività alberghiera, quindi l’apertura della Partita IVA e tutto il resto della normativa.

Servizi obbligatori di un affittacamere

L’attività di affittacamere deve comunque essere comunicata al Comune contattando lo sportello Suap. Affittare camere non comporta avere a disposizione una cucina che comporterebbe anche il rispetto di norme di sicurezza ed igiene degli alimenti e strutture minime di conservazione adeguata dei cibi stessi. Quello che è irrinunciabile nell’attività di affittacamere è provvedere a: -servizi di pulizia e riassetto dei locali ad ogni cambio di cliente o almeno una volta alla settimanale,negli stessi termini per quanto attiene alla biancheria;
-essere garantita l’energia elettrica, il gas, l’acqua calda ed il riscaldamento, quest’ultimo limitatamente ai periodi di accensione autorizzata variabile a seconda delle aree nazionali;
– essere assicurata la fornitura di acqua fredda e calda nei bagni, lavandini e docce;
-Disponibilità di un telefono ad uso comune.
Al cliente deve comunque essere rilasciata ricevuta in duplice copia e l’insieme delle copie deve essere riportata nella dichiarazione dei redditi per essere assoggettata alla tassazione Irpef secondo le aliquote previste.

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